Il nome  della frazione Bottega deriva direttamente dalla presenza di un antico emporio commerciale di fondovalle. Sviluppatosi lungo la strada provinciale con un primo nucleo di abitazioni e botteghe, fungeva da punto di vendita, scambio merci e ristoro per i viandanti in transito lungo la vallata.

Anche a Bottega le case sono oggi tutte nuove ma intorno è sempre molto semplice raggiungere aree verdi, spazi che appena dietro le case basse e non invadenti aprono lo sguardo al territorio, ai paesi vicini e alle colline. 

Anche per Bottega affidiamo i racconti a Rolando Ugolini, come nella tappa 03:

“Caldari "Caldera nov" Umberto e Ercole da tutti conosciuto come "Lino", "Caldera Vecch" Renato e Oreste oggi abitate rispettivamente dalle famiglie Lucarini, e Nucci.

I Caldari (come riportato nella pubblicazione edita dal Canonico della Basilica Cattedrale di Urbino Mons. Pietro Caldari, provenivano da Viapiana, frazione di Urbino, e lavoravano il podere chiamato "le Fonti" sin dal 1673. La loro casa colonica, come testimoniato da Caldari Eracliano "Iano", fu abitata sino ai primi anni del 1900 da circa 29 persone. Nel 1914 il Conte decise quindi di costruire una seconda casa, da cui quindi derivò la denominazione di "Caldera vecch" e "Caldera nov".

Sul lato opposto in direzione Urbino superato il bivio per Talacchio che divideva e ancora oggi divide Morciola da Bottega c'era la casa di Giuseppe Pierloni e Ersilia Serafini (Porcacideria e l'Arsilia de Munfortin) abitazione odierna di Americo Pierleoni, seguivano in rigoroso ordine una accanto all'altra le case di: Alfredo Pieri "Alfredo di Spipacchia" oggi disabitata, quella di Ivo e Silvano Ricci "dla'Aurosia" (meccanici di biciclette e titolari di un distributore di benzina) oggi abitata da Giuliano Rossi, Alfonso Serafini "Monfurtin" oggi abitata dalla famiglia Sartori "Gagera", famiglia Giulio Nicolini "Tulaia" sul cui frontespizio del fabbricato sino agli inizi degli anni sessanta del secolo scorso compariva la scritta "vendita tessuti" oggi abitata da Otello Scaramucci, Livio Bruscoli e Edo "Bricocla" oggi abitata da Germano Ricci. Chiudeva la fila il fabbricato tutto di mattoni del 1924 in cui abitavano Francesco "Checch", e i figli Dante e Giuseppe Balsamini "Sangian" titolari del negozio di generi alimentari e dell'osteria. Il bivio per Colbordolo interrompeva le costruzioni.”.